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Ciao, mi chiamo Antonello ho 40 anni, 11 trascorsi a causa di un incidente, in una a sedia rotelle. Tutto iniziò in una calda giornata d’estate del 1991, era il pomeriggio del 16 agosto, con gli amici ci trovavamo in una bellissima spiaggia in località Porto Pino. Verso le 17, gli amici decidono di fare  un paio ti tuffi, a turno si saliva sopra le mani di un altro e cosi ci si tuffava. Arrivò il mio turno, mi tuffai, l’acqua era alta un metro e mezzo circa, per mia sfortuna sotto l’acqua c'era un cumulo di sabbia sbattendoci sopra mi fratturai due vertebre cervicali, causandomi una paralisi totale. Non avendo perso i sensi chiesi aiuto agli amici, al momento non mi presero sul serio credendo fosse uno scherzo ma un attimo dopo mi portarono sul spiaggia, mentre uno di loro chiamava l’ambulanza chiesi ai miei amici di non toccarmi il collo, perché avendo visto giorni prima un filmato su lesioni spinali mi ricordai che dissero che la prima cosa da fare era tenere il collo immobilizzato. Ancora oggi ricordo quei primi minuti trascorsi sulla spiaggia, mentre la gente si affollava intorno a me nella mia testa mi passò tutta la mia vita, guardavo il mio corpo dalle gambe alle braccia tutti i muscoli contrarsi muoversi senza che io non gli dessi nessun comando. Fu allora che in mezzo alla gente vidi arrivare gli infermieri, mentre mi misero sulla barella ricordo che una signora disse loro come mai non avevano con loro il collare per il collo, uno di loro disse “lei chi è?” la signora rispose “sono un ex infermiera ed in questi casi il collare è la prima cosa da mettere attorno al collo”. Facendo finta di niente dopo quasi 15 minuti di cammino finalmente arrivarono all’ambulanza e si partì subito verso l’Ospedale di Carbonia. Arrivati al pronto soccorso trovammo subito una dottoressa che con urgenza mi porto a fare delle lastre al collo, dopo aver finito iniziai a vedere la dottoressa e gli infermieri parlare sotto voce fu allora che capì che il trauma al collo era grave. In quel momento essendo presenti già i miei amici arrivò mio fratello maggiore che si apprestò subito a parlare con la Dottoressa, lei decise di trasferirmi subito all'Ospedale Marino clinica ortopedica di Cagliari.

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